Articolo scientifico

Tumore venereo trasmissibile (TVT) nel cane

TVT nel cane: modalità di trasmissione, segni clinici, diagnosi, stadiazione, trattamento e misure per limitare il contagio.

Dr.ssa Debora Teresa Gattuso
Medico veterinario specialista in riproduzione canina
Cane meticcio accanto a una veterinaria che osserva un vetrino in ambulatorio.

Il tumore venereo trasmissibile canino (TVT/CTVT) è una neoplasia contagiosa composta da cellule tumorali trasmesse tra cani, soprattutto attraverso contatto sessuale, leccamento o contatto diretto con mucose o cute lesa.

È endemico in diverse aree del mondo e può essere osservato anche altrove in cani importati o con storia di viaggio. Non ogni massa genitale è un TVT: la diagnosi deve precedere il trattamento.

Segni clinici

La sede genitale è la più comune. Possibili segni includono:

  • massa friabile, nodulare o “a cavolfiore”;
  • sanguinamento o scolo persistente;
  • leccamento, dolore o difficoltà alla minzione;
  • lesioni nasali, orali, cutanee o oculari dopo impianto extragenitale.

Metastasi e comportamento aggressivo sono meno comuni, ma possibili soprattutto in soggetti vulnerabili; dimensione o durata non consentono da sole di prevedere l'esito.

Diagnosi

La citologia della lesione è spesso altamente informativa e mostra una popolazione di cellule rotonde con caratteristiche compatibili. Istologia, immunofenotipo o altri test sono indicati quando:

  • il campione è non diagnostico;
  • la sede è atipica;
  • la risposta al trattamento non è quella attesa;
  • devono essere escluse altre neoplasie a cellule rotonde o processi infiammatori.

Prima della terapia vanno valutati stato generale, emocromo e distribuzione delle lesioni.

Trattamento

La vincristina somministrata dal medico veterinario è il trattamento di prima linea più utilizzato e spesso consente di ottenere la remissione completa. Non esiste però un numero universale di somministrazioni: il trattamento viene adattato alla risposta clinica e citologica, alla tolleranza e al protocollo oncologico.

Assegnare in anticipo un numero fisso di settimane può essere fuorviante: alcuni tumori rispondono prima, altri richiedono più cicli o un'alternativa. Emocromo, eventi avversi ed eventuale stravaso del farmaco richiedono monitoraggio professionale.

In caso di risposta insufficiente bisogna prima verificare diagnosi, aderenza, dose, farmacoresistenza e immunocompetenza. Altri chemioterapici, radioterapia o chirurgia possono essere considerati dall'oncologo; la doxorubicina non è una sostituzione automatica.

⚕️ In pratica: la massa può ridursi rapidamente, ma la remissione va confermata secondo il protocollo oncologico, includendo la rivalutazione clinica e citologica quando indicata. Sospendere sulla sola impressione visiva aumenta il rischio di malattia residua.

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Biosicurezza e riproduzione

  • sospendere monta e inseminazione fino a diagnosi e remissione;
  • evitare contatto della lesione con altri cani;
  • usare precauzioni durante campionamento e gestione delle secrezioni;
  • valutare i partner sessuali esposti;
  • ricostruire provenienza e viaggi, senza stigmatizzare il soggetto.

Il TVT non è considerato una zoonosi.

Prognosi

La prognosi è spesso favorevole con diagnosi corretta e terapia appropriata. Recidiva, resistenza, localizzazioni extragenitali e immunosoppressione modificano però l'esito; percentuali aggregate non predicono il singolo cane.

Domande frequenti

Si trasmette solo con la monta?
No. È necessario il trasferimento di cellule tumorali vitali, possibile anche con contatto diretto, leccamento o morsicatura di lesioni.

La citologia basta sempre?
Spesso è diagnostica, ma i casi atipici o non responsivi richiedono conferma e diagnosi differenziale.

La vincristina richiede sempre lo stesso numero di cicli?
No. La risposta è generalmente alta, ma numero di cicli e verifica della remissione sono individuali.

Il cane può riprodursi durante il trattamento?
No. Va evitato il contatto riproduttivo fino a completa remissione e rivalutazione clinica.

Per una lesione sospetta è necessaria una visita veterinaria tempestiva con campionamento citologico.

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