
Il tumore venereo trasmissibile canino (TVT/CTVT) è una neoplasia contagiosa composta da cellule tumorali trasmesse tra cani, soprattutto attraverso contatto sessuale, leccamento o contatto diretto con mucose o cute lesa.
È endemico in diverse aree del mondo e può essere osservato anche altrove in cani importati o con storia di viaggio. Non ogni massa genitale è un TVT: la diagnosi deve precedere il trattamento.
Segni clinici
La sede genitale è la più comune. Possibili segni includono:
- massa friabile, nodulare o “a cavolfiore”;
- sanguinamento o scolo persistente;
- leccamento, dolore o difficoltà alla minzione;
- lesioni nasali, orali, cutanee o oculari dopo impianto extragenitale.
Metastasi e comportamento aggressivo sono meno comuni, ma possibili soprattutto in soggetti vulnerabili; dimensione o durata non consentono da sole di prevedere l'esito.
Diagnosi
La citologia della lesione è spesso altamente informativa e mostra una popolazione di cellule rotonde con caratteristiche compatibili. Istologia, immunofenotipo o altri test sono indicati quando:
- il campione è non diagnostico;
- la sede è atipica;
- la risposta al trattamento non è quella attesa;
- devono essere escluse altre neoplasie a cellule rotonde o processi infiammatori.
Prima della terapia vanno valutati stato generale, emocromo e distribuzione delle lesioni.
Trattamento
La vincristina somministrata dal medico veterinario è il trattamento di prima linea più utilizzato e spesso consente di ottenere la remissione completa. Non esiste però un numero universale di somministrazioni: il trattamento viene adattato alla risposta clinica e citologica, alla tolleranza e al protocollo oncologico.
Assegnare in anticipo un numero fisso di settimane può essere fuorviante: alcuni tumori rispondono prima, altri richiedono più cicli o un'alternativa. Emocromo, eventi avversi ed eventuale stravaso del farmaco richiedono monitoraggio professionale.
In caso di risposta insufficiente bisogna prima verificare diagnosi, aderenza, dose, farmacoresistenza e immunocompetenza. Altri chemioterapici, radioterapia o chirurgia possono essere considerati dall'oncologo; la doxorubicina non è una sostituzione automatica.
⚕️ In pratica: la massa può ridursi rapidamente, ma la remissione va confermata secondo il protocollo oncologico, includendo la rivalutazione clinica e citologica quando indicata. Sospendere sulla sola impressione visiva aumenta il rischio di malattia residua.
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Biosicurezza e riproduzione
- sospendere monta e inseminazione fino a diagnosi e remissione;
- evitare contatto della lesione con altri cani;
- usare precauzioni durante campionamento e gestione delle secrezioni;
- valutare i partner sessuali esposti;
- ricostruire provenienza e viaggi, senza stigmatizzare il soggetto.
Il TVT non è considerato una zoonosi.
Prognosi
La prognosi è spesso favorevole con diagnosi corretta e terapia appropriata. Recidiva, resistenza, localizzazioni extragenitali e immunosoppressione modificano però l'esito; percentuali aggregate non predicono il singolo cane.
Domande frequenti
Si trasmette solo con la monta?
No. È necessario il trasferimento di cellule tumorali vitali, possibile anche con contatto diretto, leccamento o morsicatura di lesioni.
La citologia basta sempre?
Spesso è diagnostica, ma i casi atipici o non responsivi richiedono conferma e diagnosi differenziale.
La vincristina richiede sempre lo stesso numero di cicli?
No. La risposta è generalmente alta, ma numero di cicli e verifica della remissione sono individuali.
Il cane può riprodursi durante il trattamento?
No. Va evitato il contatto riproduttivo fino a completa remissione e rivalutazione clinica.
Per una lesione sospetta è necessaria una visita veterinaria tempestiva con campionamento citologico.
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